Ecco una ricetta della
tradizione piemontese della famiglia Baldi (Signora in Rosso – Nizza Monferrato
fino al 2009, Relais 23 a Castelnuovo Belbo oggi), alla quale sono grato per
aver condiviso i “segreti” per la preparazione di una delle più prelibate e tipiche
delle “bagne”, la regina, la Bagna Caoda. È sicuramente una delizia per pochi
poiché l’enorme quantità di aglio necessaria la rende sgradita alla maggioranza
dei palati più delicati, o meglio ai palati moderni non più abituati a gusti
così rustici e contadini. Cosa aggiungere? Che si tratta di un rito prettamente
conviviale, da compiere con gli amici. Non è assolutamente possibile mettersi
davanti ad un fumante “fuoit” di bagna caoda da soli o in occasione di una romantica cenetta a due! Dunque un piatto autunnale/invernale che non ha eguali
in altre regioni italiane. Diversamente da molte tradizioni culinarie condivise
come, per esempio, la pasta farcita, la bagna caoda è infatti un piatto
piemontese al 100% e non trova ne eguali ne varianti nemmeno nelle regioni
limitrofe.
Un solo consiglio. Il
giorno “ideale” per accostarsi ad una cena a base di bagna caoda è il venerdì
sera: ci sono due giorni per smaltirla prima di rientrare in ufficio…
BAGNA CAODA
Famiglia Baldi, Nizza Monferrato (AT)
Ingredienti
Aglio
(una testa per persona pari a 9/10 spicchi)
Acciughe
qualità spagnole 100 gr. per c.uno convitato
Olio
extravergine di oliva q.b. (50%)
Olio
di oliva q.b. (50%)
Preparazione
Prendente
l’aglio, sbucciatelo e levategli l’anima. In una casseruola mettete a bollire
del latte dove metterete gli spicchi per 2 minuti massimo. Levate l’aglio dal
latte e con le rebbie di una forchetta schiacciatelo e mettetelo da parte.
Pulite
le acciughe per bene, lavandole sotto l’acqua per togliere il sale, eliminate
testa e coda (se presenti) e fatele a pezzetti con un coltello quindi mettele
da parte.
In
una pentola possibilmente di terracotta mettete tutto insieme: aglio, acciughe
e olio (metà e metà) badando a metterne abbastanza da creare una crema ma senza
esagerare (altrimenti resterà troppo liquida). Cuocete a bagnomaria per un massimo di 30 minuti,
avendo cura di rigirare la crema ogni tanto con un cucchiaio di legno. La
cottura a bagnomaria porterà la temperatura della bagna fino a 75° massimo,
impedendo all’olio di friggere. Se volete eliminare anche le lische delle
acciughe, passate la bagna in un passaverdura per creare una crema densa e
uniforme.
A
questo punto servite possibilmente nei classici “fuiot” con fornello accesso
per mantenere la bagna calda, intingendo nella crema verdure cotte (bietole
rosse, patate etc.) e crude (sedani e, potendo, cardi gobbi di Nizza
Monferrato, presidio Slow Food).
Da evitare:
1. L’uso
di minipimer o frullatori.
2. Bollire
l’aglio per oltre 2 minuti.
3. L’uso
di burro.
4. L’uso
di panne.
Poiché si usano quantità di aglio considerevoli, preparare la bagna
caoda a casa comporta qualche problema “logistico”… per l’olfatto. Vi consiglio
caldamente di contattarmi e sarò lieto di indirizzarvi presso i ristoranti
migliori. Non è affatto facile, infatti, trovare un ristorante che offra ancora
l’esperienza del rito completo. Quasi tutti si limitano ad offrire un assaggio
di bagna caoda su di un peperone arrostito. Il vostro Informatore
Enogastronomico è a disposizione!
Il Cardo Gobbo di Nizza Monferrato, presidio
Slow Food, è il re delle verdure per accompagnare
la bagna caoda!
